Torna alle guide
Cessazione del rapporto

Come licenziare la colf nel 2026: preavviso, INPS e conteggi

Aggiornato il 10 min di lettura

Nel lavoro domestico il datore di lavoro può recedere dal rapporto senza dover motivare il licenziamento. Deve però rispettare il preavviso, comunicare la cessazione all'INPS entro 5 giorni, versare i contributi e liquidare tutte le spettanze di fine rapporto. Ecco la procedura corretta, passo dopo passo, secondo il CCNL lavoro domestico del 28 ottobre 2025, in vigore dal 1° novembre 2025.

Quando non si può licenziare

La libertà di recesso ha alcuni limiti precisi. Verificali prima di procedere:

  • Gravidanza e maternità. Dall'inizio della gravidanza (se iniziata durante il rapporto) fino alla fine del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata, salvo giusta causa (art. 25 CCNL). Il divieto si estende al congedo di paternità alternativo e al congedo parentale previsto dal contratto.
  • Subito dopo il congedo di maternità. Se il licenziamento avviene prima del 31° giorno dal termine del congedo, i giorni di preavviso raddoppiano (art. 40, comma 2).
  • Malattia e infortunio. Durante la malattia la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per un periodo che dipende dall'anzianità: 10 giorni fino a 6 mesi, 45 giorni da 6 mesi a 2 anni, 180 giorni oltre i 2 anni (art. 27). I periodi aumentano del 50% in caso di malattia oncologica. La malattia che insorge durante il preavviso ne sospende il decorso. Le regole complete sono nella guida sulla malattia della colf.
  • Discriminazione. Un licenziamento motivato da ragioni discriminatorie (sesso, religione, origine, opinioni, orientamento, disabilità) è sempre nullo.

Verifica se la colf è ancora in periodo di prova

Durante il periodo di prova ciascuna parte può interrompere il rapporto in qualsiasi momento e senza preavviso, pagando solo il lavoro effettivamente svolto e le competenze maturate (art. 12). La prova dura:

  • 30 giorni di lavoro effettivo per i livelli D e D Super e per tutti i lavoratori conviventi;
  • 8 giorni di lavoro effettivo in tutti gli altri casi.

La prova vale solo se risulta dalla lettera di assunzione. Superata la prova senza comunicazioni di recesso, il rapporto si intende automaticamente confermato.

Calcola il preavviso

Il preavviso si conta in giorni di calendario e dipende da due fattori: orario settimanale e anzianità presso lo stesso datore di lavoro (art. 40 CCNL).

Orario settimanaleAnzianitàPreavviso
25 ore o piùfino a 5 anni15 giorni
25 ore o piùoltre 5 anni30 giorni
Meno di 25 orefino a 2 anni8 giorni
Meno di 25 oreoltre 2 anni15 giorni
Portieri privati e custodi con alloggio indipendentefino a 1 anno30 giorni
Portieri privati e custodi con alloggio indipendenteoltre 1 anno60 giorni

Fonte: CCNL lavoro domestico 28 ottobre 2025, art. 40, commi 1 e 3.

Il datore di lavoro ha due possibilità:

  • Preavviso lavorato: la colf continua a lavorare normalmente fino alla scadenza.
  • Preavviso non lavorato: il rapporto cessa subito e viene corrisposta un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione dei giorni di preavviso non concessi.

Esempio. Colf a 20 ore settimanali, assunta da 3 anni: preavviso di 15 giorni. Se la comunicazione viene consegnata il 1° ottobre, l'ultimo giorno di lavoro è il 15 ottobre.

Esempio di indennità sostitutiva. Badante convivente livello CS, a tempo pieno, assunta da un anno e mezzo: preavviso di 15 giorni. Se il rapporto si chiude subito, l'indennità è 1.193,84 € ÷ 30 × 15 = 596,92 €, più vitto e alloggio per 15 giorni (6,66 € × 15 = 99,90 €): 696,82 €, con i minimi 2026.

Comunica il licenziamento per iscritto

Il licenziamento va comunicato per iscritto, in modo da avere una data certa da cui far decorrere il preavviso. Le opzioni più sicure sono:

  • consegna a mano, con copia firmata dalla lavoratrice per ricevuta e data;
  • raccomandata con ricevuta di ritorno, all'indirizzo indicato nella lettera di assunzione;
  • PEC, se la lavoratrice ne dispone.

Non è necessario indicare il motivo del recesso. La comunicazione deve però contenere in modo chiaro la data di decorrenza del preavviso (o l'indicazione che verrà corrisposta l'indennità sostitutiva) e la data di cessazione del rapporto. Se hai dubbi su come formularla nel tuo caso specifico, un'associazione datoriale o un consulente del lavoro può predisporla per te.

Se la lavoratrice lo richiede per iscritto, il datore di lavoro è comunque tenuto a rilasciarle una dichiarazione che attesti l'avvenuto licenziamento (art. 40, comma 9).

Comunica la cessazione all'INPS entro 5 giorni

Entro 5 giorni dalla data di cessazione (non dalla data della comunicazione) va inviata la comunicazione di cessazione all'INPS. Si può fare:

  • dal Portale INPS per il lavoro domestico, con SPID, CIE o CNS;
  • dall'app INPS Mobile;
  • tramite Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare);
  • tramite un intermediario abilitato (CAF, patronato, associazione di categoria).

La comunicazione vale anche per Ministero del Lavoro, INAIL e Prefettura: non servono altri invii. Per il percorso completo nel portale INPS, vedi anche la guida alla comunicazione di assunzione, che segue gli stessi passaggi in versione "apertura rapporto".

Versa i contributi entro 10 giorni

In caso di cessazione non si attende la normale scadenza trimestrale: i contributi del trimestre in corso vanno versati entro 10 giorni dalla fine del rapporto, con l'avviso pagoPA generato dal portale INPS. Nel calcolo rientrano anche le ore relative all'indennità di preavviso e alle ferie non godute pagate in chiusura.

Prepara la busta paga finale

Con l'ultima busta paga vanno liquidate tutte le competenze maturate e non ancora corrisposte:

  • retribuzione dei giorni lavorati nell'ultimo mese;
  • indennità sostitutiva del preavviso, se non è stato lavorato;
  • ferie maturate e non godute, pagate come indennità sostitutiva (durante il preavviso le ferie non si possono godere);
  • ratei di tredicesima maturati nell'anno;
  • TFR maturato per l'intero rapporto, rivalutato e al netto di eventuali anticipi già erogati (art. 41).

Conserva la busta paga firmata per ricevuta o la prova del bonifico. A inizio dell'anno successivo andrà comunque rilasciata la dichiarazione dei redditi corrisposti per l'anno di cessazione.

Attenzione ai conteggi. Ferie e permessi residui, ratei e TFR sono le voci in cui si commettono più errori, soprattutto con orari part-time distribuiti su pochi giorni a settimana. Un errore qui è il motivo più frequente di contestazioni dopo la fine del rapporto.

Colf convivente

Se la lavoratrice vive con il datore di lavoro, è opportuno concordare con anticipo i tempi per lasciare l'alloggio. Per portieri e custodi con alloggio indipendente il CCNL prevede espressamente che l'alloggio sia rilasciato alla scadenza del preavviso.

Licenziamento per giusta causa

Solo mancanze così gravi da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto permettono di licenziare senza preavviso. Il CCNL cita espressamente le assenze non giustificate entro il quinto giorno, salvo cause di forza maggiore (art. 22).

In questo caso la motivazione è necessaria. È opportuno contestare prima il fatto per iscritto, inviando la comunicazione all'indirizzo indicato nella lettera di assunzione, e procedere al licenziamento solo dopo aver valutato eventuali giustificazioni. Trattandosi di un'ipotesi più esposta a contestazioni, conviene farsi assistere da un'associazione datoriale o da un consulente del lavoro.

Altri modi in cui finisce il rapporto

  • Dimissioni: se è la lavoratrice ad andarsene, il preavviso si dimezza e, se non lo rispetta, puoi trattenere l'indennità dalla liquidazione. Vedi dimissioni della badante.
  • Morte della persona assistita: il rapporto va chiuso con il preavviso e la comunicazione all'INPS passa dal Contact Center. Vedi morte dell'assistito e contratto della badante.
  • Contestazioni dopo la fine: se la lavoratrice chiede differenze, trovi come muoverti nella guida sulla vertenza della colf.

Checklist finale

  • Verificato che non ci siano divieti (gravidanza, maternità, malattia entro il periodo di conservazione del posto)
  • Calcolato il preavviso in base a orario e anzianità
  • Comunicato il licenziamento con ricevuta firmata o raccomandata A/R
  • Comunicata la cessazione all'INPS entro 5 giorni
  • Versati i contributi entro 10 giorni dalla cessazione
  • Consegnata la busta paga finale con TFR, ferie, tredicesima ed eventuale preavviso

Cosa non devi fare

  • Ticket di licenziamento: non è dovuto dai datori di lavoro domestico.
  • NASpI: se la lavoratrice ha i requisiti, la domanda la presenta lei stessa all'INPS. Da parte del datore di lavoro basta la comunicazione di cessazione.

Per una stima immediata usa il calcolatore di fine rapporto: preavviso, ferie, tredicesima e TFR in un unico prospetto.

Con Colf24 puoi calcolare in pochi minuti l'ultima retribuzione, il preavviso, le ferie residue, i ratei di tredicesima e il TFR di fine rapporto, secondo il CCNL lavoro domestico in vigore, e generare il cedolino finale in PDF.

Domande frequenti

Devo spiegare il motivo del licenziamento alla colf?

No. Nel lavoro domestico il datore di lavoro può recedere senza motivazione, rispettando il preavviso. La motivazione serve solo nel licenziamento per giusta causa, che permette di non dare il preavviso.

Quanti giorni di preavviso devo dare alla badante convivente?

La badante convivente a tempo pieno lavora più di 25 ore a settimana: il preavviso è di 15 giorni di calendario fino a 5 anni di anzianità e di 30 giorni oltre i 5 anni (art. 40 CCNL). I termini raddoppiano se licenzi entro 30 giorni dalla fine del congedo di maternità.

Posso far fare le ferie residue alla colf durante il preavviso?

No. Il CCNL esclude il godimento delle ferie durante il preavviso (art. 17, comma 10): le ferie maturate e non godute si pagano con l’indennità sostitutiva nella busta paga finale.

Devo pagare il ticket di licenziamento per la colf?

No, il contributo di licenziamento (ticket NASpI) non è dovuto dai datori di lavoro domestico. Devi però comunicare la cessazione all’INPS entro 5 giorni e versare i contributi del trimestre entro 10 giorni.

Se la colf si ammala durante il preavviso cosa succede?

La malattia sospende il decorso del preavviso (art. 27, comma 10, CCNL): il preavviso riprende a decorrere dopo la guarigione, per i giorni che mancano.

Fonti

Ci occupiamo noi dei calcoli.

Colf24 calcola buste paga, contributi INPS, tredicesima e TFR (la liquidazione), sempre aggiornati al contratto nazionale in vigore.

Prova 30 giorni gratis

Senza carta di credito.