Quando muore la persona che la badante assisteva, la famiglia deve affrontare il lutto e, insieme, molte incombenze pratiche. Tra queste c'è il rapporto di lavoro con l'assistente familiare, che spesso ha vissuto in casa per anni ed è parte della vita di tutti. Questa guida ti aiuta a chiuderlo in modo corretto e rispettoso, senza fretta sbagliata.
Prima cosa: chi era il datore di lavoro?
Guarda la lettera di assunzione e la comunicazione all'INPS: lì c'è il nome del datore di lavoro. Le situazioni sono due.
- Il datore di lavoro era la persona assistita. È il caso più frequente. Con la sua morte il rapporto va chiuso dagli eredi, secondo le regole che trovi sotto.
- Il datore di lavoro è un familiare (per esempio un figlio che ha assunto la badante per il genitore). Il contratto resta in capo a lui: non finisce da solo. Se l'assistenza non serve più, il datore può licenziare con il normale preavviso, senza dover motivare. Segui la guida su come licenziare la colf.
Il contratto non si chiude da solo: serve il preavviso
L'art. 40, comma 7, del CCNL lavoro domestico dice che in caso di morte del datore di lavoro il rapporto può essere risolto rispettando i termini di preavviso ordinari. In pratica gli eredi hanno due strade:
- preavviso lavorato, se c'è ancora qualcosa da fare in casa e la badante è d'accordo a restare;
- preavviso non lavorato, pagando alla badante un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione dei giorni di preavviso.
Il preavviso si conta in giorni di calendario e dipende da orario e anzianità.
| Orario settimanale | Anzianità presso lo stesso datore | Preavviso |
|---|---|---|
| 25 ore o più (tutte le conviventi a tempo pieno) | fino a 5 anni | 15 giorni |
| 25 ore o più | oltre 5 anni | 30 giorni |
| Meno di 25 ore | fino a 2 anni | 8 giorni |
| Meno di 25 ore | oltre 2 anni | 15 giorni |
Fonte: CCNL lavoro domestico 28 ottobre 2025, art. 40, commi 1 e 7.
Esempio. Badante convivente, livello CS, a tempo pieno, assunta da un anno e mezzo. Preavviso: 15 giorni. Se il rapporto si chiude subito, l'indennità sostitutiva è 1.193,84 € ÷ 30 × 15 = 596,92 €, più il valore convenzionale di vitto e alloggio per 15 giorni (6,66 € × 15 = 99,90 €): 696,82 € in tutto, con i minimi 2026.
Mettete per iscritto la comunicazione alla badante, con la data da cui decorre il preavviso o l'indicazione che verrà pagata l'indennità. Può firmarla uno degli eredi o il familiare che si occupa delle pratiche.
Cosa spetta alla badante
Oltre all'eventuale indennità di preavviso, la badante ha diritto a tutto ciò che ha maturato:
- retribuzione dei giorni lavorati nell'ultimo mese;
- ferie maturate e non godute, pagate con l'indennità sostitutiva;
- ratei di tredicesima dell'anno;
- TFR di tutto il rapporto, rivalutato e al netto di eventuali anticipi.
Sono somme dovute anche se il rapporto è durato poco o l'orario era ridotto.
Chi paga: eredi e familiari conviventi
I crediti della badante sono debiti del datore di lavoro. Con la sua morte passano, secondo le regole generali della successione, agli eredi che accettano l'eredità.
Il CCNL aggiunge una tutela specifica (art. 40, comma 8): i familiari coabitanti, il coniuge, l'unito civilmente e il convivente di fatto, il cui stato risulti dai registri anagrafici, sono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati dalla badante, ma solo per il periodo di coabitazione risultante all'anagrafe.
Come si combinano queste regole con una rinuncia all'eredità o con l'accettazione con beneficio d'inventario è una questione giuridica delicata. In questi casi conviene parlarne con un notaio, un consulente del lavoro o un'associazione dei datori di lavoro domestico prima di pagare o rifiutare qualcosa.
La comunicazione all'INPS
La cessazione va comunicata all'INPS entro 5 giorni dalla fine del rapporto. Per il decesso del datore di lavoro l'INPS indica un canale preciso: il Contact Center (803 164 gratuito da rete fissa, 06 164 164 da cellulare).
Chi chiama deve:
- avere le proprie credenziali di accesso ai servizi INPS (SPID, CIE o CNS);
- fornire il codice fiscale del datore di lavoro deceduto;
- fornire il codice del rapporto di lavoro, che trovi nella ricevuta della comunicazione di assunzione (serve anche per generare gli avvisi pagoPA dei contributi).
In alternativa puoi rivolgerti a un intermediario abilitato (CAF, patronato, associazione di categoria). La comunicazione vale anche per Ministero del Lavoro, INAIL e Prefettura.
I contributi dell'ultimo trimestre
I contributi INPS del trimestre in cui cessa il rapporto vanno versati entro 10 giorni dalla cessazione, senza aspettare la scadenza trimestrale ordinaria. Nel conteggio entrano anche le ore dell'indennità di preavviso e delle ferie non godute pagate alla fine. Anche questo pagamento ricade sull'eredità.
Se la badante vive in casa
Per l'assistente familiare convivente, la casa dell'assistito è anche la sua abitazione. Il CCNL non fissa un termine per lasciare l'alloggio in questo caso (la regola "alla scadenza del preavviso" riguarda portieri e custodi con alloggio indipendente, art. 40, comma 3).
Qualche indicazione pratica, con delicatezza:
- parlatene di persona, nei giorni successivi e non nelle prime ore;
- concordate per iscritto la data in cui lascerà la stanza e riconsegnerà le chiavi, tenendo conto del preavviso;
- se il preavviso non è lavorato ma la badante resta qualche giorno in casa, chiarite per iscritto che si tratta di ospitalità e non di prosecuzione del lavoro;
- ricordale che, avendo perso il lavoro non per sua scelta, può valutare con un patronato la domanda di disoccupazione NASpI.
Ultimi documenti da consegnare
- busta paga finale con il prospetto di liquidazione, firmata per ricevuta;
- dichiarazione delle somme pagate nell'anno, da rilasciare alla cessazione (art. 34, comma 6, CCNL);
- copia della ricevuta INPS della comunicazione di cessazione, se la badante la chiede.
Pagate con bonifico, indicando nella causale "competenze di fine rapporto": resta traccia di tutto.
Quando farsi aiutare
Se ci sono più eredi in disaccordo, un'eredità con debiti o una badante che contesta i conteggi, non restare solo. Un consulente del lavoro o un'associazione dei datori di lavoro domestico possono seguire la pratica e, se serve, una conciliazione. Nella guida sulla vertenza della colf trovi come funziona.
Per avere subito un'idea delle somme, usa il calcolatore di fine rapporto. Se il rapporto era gestito con Colf24, ferie, tredicesima e TFR maturati sono già registrati nelle buste paga e il prospetto di liquidazione si prepara in pochi minuti.