Una badante che si dimette mette spesso la famiglia in difficoltà: bisogna trovare in fretta un'altra assistente familiare e, nel frattempo, chiudere bene il rapporto. La buona notizia è che la procedura è semplice. Qui trovi i giorni di preavviso, cosa fare se non vengono rispettati e cosa pagare alla fine.
Le dimissioni vanno date per iscritto
Nel lavoro domestico la lavoratrice può dimettersi in qualsiasi momento, senza dover spiegare il motivo. Deve però rispettare il preavviso.
Non serve la procedura online del Ministero: l'art. 26, comma 7, del d.lgs. 151/2015 esclude espressamente il lavoro domestico. Basta una lettera scritta, con:
- data di consegna;
- volontà di dimettersi;
- ultimo giorno di lavoro, o data da cui decorre il preavviso;
- firma della lavoratrice.
Un esempio di lettera
Io sottoscritta [nome e cognome], assunta come assistente familiare dal [data], comunico le mie dimissioni. Il preavviso decorre da oggi e il mio ultimo giorno di lavoro sarà il [data]. [Luogo e data] [Firma]
Firma anche tu una copia "per ricevuta", con la data: così nessuno potrà discutere sul giorno di consegna.
Se la badante te lo dice a voce, chiedile gentilmente di metterlo per iscritto, anche con poche righe. Conserva la lettera: è la prova della data da cui decorre il preavviso.
Quanti giorni di preavviso deve dare la badante
Il preavviso si conta in giorni di calendario. In caso di dimissioni è ridotto del 50% rispetto al licenziamento (art. 40 CCNL).
| Orario settimanale | Anzianità | Licenziamento | Dimissioni |
|---|---|---|---|
| 25 ore o più | fino a 5 anni | 15 giorni | 7 giorni e mezzo |
| 25 ore o più | oltre 5 anni | 30 giorni | 15 giorni |
| Meno di 25 ore | fino a 2 anni | 8 giorni | 4 giorni |
| Meno di 25 ore | oltre 2 anni | 15 giorni | 7 giorni e mezzo |
Fonte: CCNL lavoro domestico 28 ottobre 2025, art. 40, comma 1.
Quando il conto dà mezza giornata, il CCNL non dice come arrotondare: il modo più sereno è concordare per iscritto la data esatta dell'ultimo giorno.
La badante convivente a tempo pieno lavora fino a 54 ore a settimana, quindi rientra sempre nella fascia "25 ore o più".
Per portieri e custodi che abitano con la famiglia in un alloggio indipendente del datore valgono termini più lunghi (30 o 60 giorni, dimezzati in caso di dimissioni).
Se la badante non rispetta il preavviso
Se la lavoratrice se ne va prima della fine del preavviso, ti deve un'indennità pari alla retribuzione dei giorni non lavorati (art. 40, comma 4). Non devi chiederle di pagarti: la trattieni dalla liquidazione. Lo conferma anche l'INPS nella sua scheda sulle dimissioni.
Esempio. Badante non convivente, livello CS, 20 ore a settimana (4 ore dal lunedì al venerdì), assunta da un anno. Preavviso per dimissioni: 8 giorni ÷ 2 = 4 giorni. Il lunedì mattina ti consegna la lettera e se ne va subito, senza lavorare il preavviso. I 4 giorni di calendario non lavorati (da lunedì a giovedì) contengono 16 ore di lavoro previste: 16 × 8,30 € (minimo 2026 del livello CS) = 132,80 € da trattenere dalla liquidazione.
Per una badante convivente pagata a mese, la retribuzione di un giorno si calcola di solito in trentesimi: paga mensile ÷ 30 × giorni mancanti, più il valore convenzionale di vitto e alloggio di quei giorni.
La trattenuta non è obbligatoria: se preferisci rinunciarvi, ad esempio perché la badante se ne va per un'urgenza familiare, puoi farlo. Scrivilo nella busta paga finale, così resta traccia dell'accordo.
Quando il preavviso non è dovuto
- Periodo di prova: entrambe le parti possono recedere senza preavviso (art. 12).
- Giusta causa: se la lavoratrice si dimette per un comportamento grave del datore di lavoro (ad esempio stipendi non pagati), non deve preavviso e anzi le spetta l'indennità di mancato preavviso (art. 40, comma 6).
- Tutela della maternità: dall'inizio della gravidanza fino al termine dei congedi previsti, la lavoratrice che si dimette non è tenuta al preavviso (art. 25, comma 5). In questo periodo le dimissioni devono essere in forma scritta.
Cosa devi pagare alla badante che si dimette
Le dimissioni non tolgono nessun diritto maturato. Nella busta paga finale vanno:
- retribuzione dei giorni lavorati nell'ultimo mese;
- ferie maturate e non godute, pagate con l'indennità sostitutiva;
- ratei di tredicesima dell'anno;
- TFR di tutto il rapporto, meno gli eventuali anticipi;
- meno l'eventuale trattenuta per mancato preavviso.
Durante il preavviso la badante non può fare le ferie residue (art. 17, comma 10): le ferie non godute si pagano.
Se ha in corso una malattia, il preavviso si sospende e riprende a decorrere dopo la guarigione (art. 27, comma 10).
Gli adempimenti con l'INPS
Anche se è la lavoratrice a dimettersi, gli adempimenti sono tuoi:
- Comunica la cessazione all'INPS entro 5 giorni dall'ultimo giorno di lavoro, dal portale del lavoro domestico, dall'app INPS Mobile, dal Contact Center o tramite un intermediario.
- Versa i contributi del trimestre in corso entro 10 giorni dalla cessazione, con l'avviso pagoPA.
- Consegna la busta paga finale e, al momento della cessazione, la dichiarazione delle somme pagate nell'anno (art. 34 CCNL).
Per i dettagli su ciascun passaggio, la procedura è la stessa del licenziamento: la trovi nella guida su come licenziare la colf.
Se la badante vive in casa
Con la badante convivente conviene parlare subito dei tempi per lasciare la stanza e riconsegnare le chiavi. Il CCNL non fissa una regola per questo caso (la fissa solo per portieri e custodi con alloggio indipendente): mettetevi d'accordo e scrivetelo, anche in una riga in fondo alla lettera di dimissioni.
Un passaggio da fare con calma
Una dimissione può arrivare dopo anni di convivenza e di fiducia. Un saluto sereno, una busta paga finale chiara e una dichiarazione dei conteggi firmata per ricevuta evitano malintesi e, a distanza di mesi, possibili vertenze.
Per sapere in pochi minuti quanto devi pagare, usa il calcolatore di fine rapporto: tiene conto del preavviso ridotto e dell'eventuale trattenuta. Con Colf24 il prospetto di liquidazione si genera dalle buste paga già fatte, con ferie, tredicesima e TFR aggiornati.