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Ferie e Permessi

Malattia della colf: chi paga e quanti giorni

7 min di lettura

Quando la colf o la badante si ammala, le domande sono sempre le stesse: devo pagarla? Per quanti giorni? E se la malattia dura a lungo? Nel lavoro domestico le regole sono diverse da quelle degli altri settori, perché la malattia la paga direttamente la famiglia. Ecco come funziona, secondo l'art. 27 del CCNL lavoro domestico.

Chi paga la malattia della colf

La paga il datore di lavoro. A differenza di quanto avviene per molti dipendenti di aziende, per colf e badanti l'INPS non versa un'indennità di malattia: il CCNL stabilisce quanti giorni la famiglia deve retribuire e in che misura.

Non devi inviare nulla all'INPS quando la colf è in malattia. Registra i giorni nel calendario presenze e riportali nella busta paga del mese.

Quanti giorni di malattia sono pagati

I giorni retribuiti dipendono dall'anzianità presso di te e si contano nell'anno solare.

AnzianitàGiorni retribuiti all'annoConservazione del posto
Fino a 6 mesi (superata la prova)8 giorni10 giorni di calendario
Da più di 6 mesi a 2 anni10 giorni45 giorni di calendario
Oltre 2 anni15 giorni180 giorni di calendario

Fonte: CCNL lavoro domestico 28 ottobre 2025, art. 27, commi 4 e 7.

Quanto si paga ogni giorno

Per ogni malattia:

  • dal 1° al 3° giorno: 50% della retribuzione globale di fatto;
  • dal 4° giorno in poi: 100% della retribuzione globale di fatto.

Non ci sono quindi giorni di carenza non pagati: i primi tre sono pagati a metà. Una volta esauriti i giorni retribuiti dell'anno, gli ulteriori giorni di malattia non sono più pagati, ma il posto resta garantito.

Esempio di calcolo

Colf non convivente, livello B, 20 ore a settimana (4 ore dal lunedì al venerdì), paga 7,01 € l'ora (minimo 2026), assunta da 3 anni. Si ammala dal lunedì al venerdì.

GiornoOre previstePercentualeImporto
Lunedì (1° giorno)450%14,02 €
Martedì (2° giorno)450%14,02 €
Mercoledì (3° giorno)450%14,02 €
Giovedì (4° giorno)4100%28,04 €
Venerdì (5° giorno)4100%28,04 €
Totale malattia98,14 €

Fonte: CCNL lavoro domestico, art. 27, comma 7; minimo tabella C 2026.

Con 3 anni di anzianità la colf ha diritto a 15 giorni retribuiti nell'anno: ne ha usati 5, ne restano 10.

In questo esempio la giornata vale le ore che la colf avrebbe lavorato quel giorno. Il CCNL precisa che i "giorni di calendario", come quelli di malattia, si contano in trentesimi della retribuzione mensile (chiarimento a verbale n. 2): alcuni consulenti calcolano quindi la malattia della colf a ore in trentesimi, contando anche i giorni in cui non avrebbe lavorato. Su una settimana intera i due metodi danno importi molto vicini; su malattie brevi possono differire, e nei casi dubbi conviene chiedere a un consulente.

Per la badante pagata a mese la giornata di malattia vale 1/30 della retribuzione mensile: nei primi tre giorni se ne paga la metà, oltre il tetto annuo nulla. Il valore convenzionale di vitto e alloggio si aggiunge solo se la lavoratrice malata non è ricoverata in ospedale né assistita a casa del datore di lavoro (art. 27, comma 9).

La conservazione del posto

Durante la malattia la lavoratrice non può essere licenziata, salvo giusta causa, per i periodi indicati in tabella: 10, 45 o 180 giorni di calendario. I periodi:

  • si calcolano in un arco di 365 giorni a partire dall'evento (art. 27, comma 5);
  • aumentano del 50% in caso di malattia oncologica documentata dalla ASL (art. 27, comma 6): 15, 67 o 270 giorni.

Superato questo periodo, se la lavoratrice è ancora malata, il datore di lavoro può recedere con il normale preavviso. Prima di farlo, per i passaggi corretti, leggi la guida su come licenziare la colf; in un caso così delicato è utile anche il parere di un consulente.

La malattia che inizia durante il periodo di prova o il preavviso ne sospende il decorso (art. 27, comma 10).

Cosa deve fare la colf quando si ammala

  • Avvisarti subito, entro l'orario in cui avrebbe dovuto iniziare a lavorare, salvo cause di forza maggiore.
  • Farsi rilasciare il certificato medico entro il giorno successivo all'inizio della malattia.
  • Consegnartelo o spedirtelo con raccomandata entro 2 giorni dal rilascio.

Per le lavoratrici conviventi il certificato non serve, a meno che tu non lo chieda. Diventa obbligatorio se la malattia arriva durante le ferie o quando la lavoratrice non è in casa.

Conserva i certificati insieme alle buste paga: sono la prova dei giorni pagati.

Malattia, ferie, tredicesima e TFR

  • Ferie: non si godono durante la malattia (art. 17, comma 10). Se durante le ferie la lavoratrice viene ricoverata in ospedale, con certificato, le ferie si interrompono per tutta la durata del ricovero.
  • Tredicesima: matura anche durante la malattia, nei limiti della conservazione del posto (art. 39, comma 3).
  • TFR: per i periodi di malattia si calcola sulla retribuzione che sarebbe spettata lavorando normalmente.

Per il quadro completo di ferie e assenze, vedi la guida sulle ferie della colf e della badante.

Infortunio sul lavoro: regole diverse

Se la colf si fa male mentre lavora, non è malattia ma infortunio. In questo caso:

  • paghi tu la retribuzione globale di fatto per i primi 3 giorni di assenza;
  • dal 4° giorno interviene l'INAIL;
  • devi denunciare l'infortunio all'INAIL entro 2 giorni dal ricevimento del certificato, se la prognosi supera i 3 giorni, ed entro 24 ore se l'infortunio è mortale o sembra tale (art. 29).

La conservazione del posto segue le stesse fasce della malattia: 10, 45 o 180 giorni.

Errori da evitare

  • Non pagare i primi tre giorni: sono dovuti al 50%.
  • Contare i giorni retribuiti per singola malattia invece che nell'anno: il tetto di 8, 10 o 15 giorni è complessivo.
  • Licenziare durante la conservazione del posto: il licenziamento è contestabile.
  • Confondere malattia e infortunio: cambiano chi paga e gli obblighi di denuncia.

Tieni il conto dei giorni

Il tetto annuo e le percentuali si sbagliano facilmente quando le malattie sono più d'una nello stesso anno. Puoi controllare il mese con il calcolatore della busta paga.

Con Colf24 registri i giorni di malattia nel calendario: la busta paga applica il 50% e il 100% e tiene il conto dei giorni retribuiti già usati nell'anno.

Domande frequenti

L’INPS paga la malattia della colf?

No. Per il lavoro domestico l’indennità di malattia è a carico del datore di lavoro, nei limiti stabiliti dall’art. 27 del CCNL. L’INPS non eroga un’indennità per la malattia di colf e badanti.

Esistono giorni di carenza non pagati all’inizio della malattia?

Nel lavoro domestico non ci sono giorni di carenza a zero: i primi 3 giorni di ogni malattia sono pagati al 50% della retribuzione globale di fatto, dal 4° giorno al 100%, fino al tetto annuo di giorni retribuiti.

Cosa succede quando finiscono i giorni pagati?

Se la malattia continua, la lavoratrice non riceve più retribuzione per quei giorni ma conserva il posto fino alla fine del periodo di conservazione (10, 45 o 180 giorni di calendario secondo l’anzianità). Solo dopo il datore di lavoro può licenziare per superamento del periodo.

La badante convivente deve mandare il certificato medico?

Per i conviventi il certificato non è necessario, a meno che il datore di lavoro non lo chieda. È invece obbligatorio se la malattia arriva durante le ferie o in periodi in cui la lavoratrice non è in casa (art. 27, comma 3).

Si può licenziare la colf durante la malattia?

Non durante il periodo di conservazione del posto, salvo giusta causa. La malattia sospende anche il preavviso eventualmente già in corso.

Fonti

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