Capita spesso: una colf che viene "solo qualche ora", una badante trovata in fretta per un'emergenza, un accordo a voce che va avanti da mesi. Il lavoro domestico non dichiarato è molto diffuso, ma non è una scelta neutra. Qui trovi, senza allarmismi, cosa rischi davvero, quanto può costare il passato e come mettere in regola il rapporto.
Quando una colf è "in nero"
Una colf, una badante o una baby sitter è in nero quando lavora per te in modo continuativo e:
- non hai fatto la comunicazione di assunzione all'INPS;
- non versi i contributi trimestrali;
- non c'è una lettera di assunzione né una busta paga.
Esiste anche il lavoro grigio: il rapporto è dichiarato, ma con meno ore di quelle reali o con una paga più bassa di quella effettiva, e la differenza si paga in contanti. Anche questo è irregolare, per la parte non dichiarata.
La comunicazione all'INPS è obbligatoria qualunque sia la durata del lavoro, anche se è saltuario, anche durante il periodo di prova, anche se la lavoratrice ha già un altro datore di lavoro o è pensionata.
I rischi per la famiglia
Un rapporto in nero di solito emerge in due modi: un controllo dell'Ispettorato del lavoro o dell'INPS, oppure, più spesso, una richiesta della lavoratrice alla fine del rapporto. Ecco cosa può succedere.
| Rischio | Da dove arriva | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Contributi arretrati | INPS | Pagamento dei contributi non versati, con sanzioni civili e interessi |
| Mancata comunicazione di assunzione | Ispettorato del lavoro | Sanzione amministrativa |
| Richieste economiche | La lavoratrice, anche tramite sindacato o giudice | Differenze di paga, tredicesima, ferie, TFR e preavviso non pagati |
| Infortunio in casa | INAIL e lavoratrice | Nessuna copertura assicurativa: le conseguenze possono ricadere sulla famiglia |
| Lavoratrice straniera senza permesso | Autorità giudiziaria | Reato punito con reclusione e multa |
Fonti: INPS; decreto legge 12/2002, art. 3; decreto legislativo 286/1998, art. 22.
La maxisanzione non riguarda le famiglie
Per le imprese che impiegano lavoratori senza comunicazione preventiva esiste una sanzione molto pesante, la cosiddetta maxisanzione. La legge (art. 3, comma 3, del decreto legge 12/2002) la esclude però espressamente per il datore di lavoro domestico. Questo non rende il nero "conveniente": le altre conseguenze restano tutte.
Il caso della lavoratrice straniera
Se la lavoratrice è straniera e non ha un permesso di soggiorno valido per lavorare, o lo ha scaduto senza chiederne il rinnovo nei termini, occuparla è un reato: l'art. 22, comma 12, del Testo unico immigrazione prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore. Qui non basta "mettere in regola": serve un consiglio qualificato, da un patronato o da un'associazione datoriale.
I rischi per la lavoratrice
Il lavoro in nero pesa anche su chi lo fa, spesso più che sulla famiglia. Senza contributi la lavoratrice:
- non matura la pensione per quel periodo;
- non ha l'indennità di maternità pagata dall'INPS;
- non ha la NASpI, l'indennità di disoccupazione, quando il rapporto finisce;
- non è assicurata in caso di infortunio;
- può avere difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno, se è straniera.
Parlarne apertamente con lei è spesso il modo migliore per arrivare a un accordo.
Esempio: quanto pesa il passato
Prendiamo una colf di livello B, 10 ore a settimana a 9 euro l'ora, in nero da due anni.
| Voce | Importo per 2 anni |
|---|---|
| Contributi INPS non versati (1,92 € × 520 ore × 2 anni) | 1.996,80 € |
| Tredicesima non pagata (390 € × 2) | 780,00 € |
| TFR non accantonato (circa 375 € l'anno) | circa 751 € |
| Totale, senza sanzioni e interessi | circa 3.528 € |
Calcolo Colf24 su contributi INPS 2026 e regole CCNL; negli anni precedenti gli importi erano un po' più bassi.
A questa cifra, in caso di contestazione, si aggiungono sanzioni civili e interessi sui contributi, le eventuali ferie non godute e le spese di una vertenza. Metterla in regola da oggi, invece, costa alla famiglia circa 64 euro al mese di contributi e Cas.Sa.Colf, più tredicesima e TFR che le spetterebbero comunque.
Come regolarizzare una colf in nero
Mettere in regola il rapporto per il futuro è semplice. Sono gli stessi passaggi di una nuova assunzione:
- Scegli il livello giusto in base alle mansioni reali. Una badante che assiste una persona non autosufficiente non è una colf generica. Guarda la guida ai livelli del contratto.
- Verifica la paga: non può essere sotto il minimo del CCNL. Trovi i minimi 2026 nella guida Quanto costa una colf.
- Prepara la lettera di assunzione con orario, paga, mansioni e data di inizio. Puoi usare la lettera di assunzione di Colf24.
- Fai la comunicazione all'INPS entro le ore 24 del giorno prima della data di inizio indicata. Segui la guida passo passo alla comunicazione INPS.
- Da quel momento consegna la busta paga ogni mese e versa i contributi ogni trimestre.
E il periodo passato?
Qui serve prudenza. La comunicazione di assunzione con una data di inizio "da oggi" mette in regola il futuro, ma non cancella il passato. Se la lavoratrice ha lavorato per te anche prima, ha diritto a quanto maturato in quel periodo.
Le strade possibili sono diverse: dichiarare la data di inizio reale e versare i contributi arretrati, oppure trovare un accordo con la lavoratrice e chiuderlo in una sede protetta, per esempio una conciliazione in sede sindacale. La scelta dipende dalla durata del rapporto, dalle cifre e dai rapporti tra voi. Un'associazione datoriale, un patronato o un consulente del lavoro possono valutarla con te prima che nasca un contenzioso.
Il costo della regolarità, in concreto
Il timore più diffuso è che mettere in regola costi troppo. Con i numeri 2026:
- colf a 10 ore a settimana a 9 euro: costo medio di circa 518 euro al mese, di cui circa 64 di contributi e Cas.Sa.Colf;
- colf a 20 ore a settimana a 9 euro: circa 1.036 euro al mese, di cui circa 128 di contributi e Cas.Sa.Colf.
Il resto è paga, tredicesima e TFR, che spettano comunque. Per il tuo caso usa il simulatore del costo.
Per rapporti davvero occasionali, di poche ore, può bastare il Libretto Famiglia dell'INPS: leggi Libretto Famiglia o contratto. Per tutti gli altri passaggi c'è la guida Come assumere o regolarizzare una colf.