Un aumento di stipendio non è mai "solo" un accordo verbale tra datore e lavoratore. Ogni variazione di retribuzione o di ore settimanali incide sul calcolo dei contributi INPS e va quindi formalizzata e comunicata all'Istituto. Vediamo come si fa, prendendo come esempio il caso più comune: l'aumento della paga oraria.
Questa guida riguarda un rapporto di lavoro già in corso. Se devi invece assumere per la prima volta una colf o una badante, la comunicazione da fare è diversa: leggi Comunicazione di assunzione colf o badante all'INPS.
Perché va comunicato anche un semplice aumento di paga
L'INPS calcola i contributi trimestrali sulla base della retribuzione e delle ore settimanali dichiarate per il rapporto di lavoro. Se questi elementi cambiano — ad esempio la colf passa da € 7,50 a € 8,50 l'ora — anche la base di calcolo dei contributi cambia. Per questo il datore di lavoro deve comunicare la variazione del rapporto di lavoro ogni volta che si modificano:
- la retribuzione (oraria o mensile)
- l'orario di lavoro (ore settimanali)
Come si comunica la variazione
Il canale principale è il portale INPS, tramite il servizio dedicato al lavoro domestico:
Home INPS → "Entra in MyINPS" → Tutti i servizi → "Cassetto per il lavoro domestico" → Servizi per il lavoro domestico → "Variazione rapporto di lavoro"
L'accesso richiede l'autenticazione con PIN INPS o SPID.
In alternativa, la comunicazione può essere fatta anche:
- tramite il Contact Center INPS
- tramite un intermediario abilitato (CAF, patronato, associazione datoriale)
Come si presenta il modulo online
Il servizio "Variazione rapporto di lavoro" chiede di indicare il tipo di variazione e i nuovi dati del rapporto. Ecco come si presenta, a titolo di esempio, la sezione "Dati rapporto di lavoro" nel caso di un aumento di paga oraria (i codici fiscali sono stati omessi, sono dati personali del datore e del lavoratore e non vanno mai condivisi):
| Campo | Valore inserito |
|---|---|
| Datore di lavoro – Codice fiscale | (oscurato) |
| Lavoratore – Codice fiscale | (oscurato) |
| Tipo variazione | Dati rapporto di lavoro |
| Mansione | Colf / Badante |
| Ore settimanali | es. 3 |
| Retribuzione | Oraria — es. € 8,50 (formato XX,XX) |
Dopo aver inserito i nuovi valori si procede con "conferma" per inviare la comunicazione all'INPS.
Tempistiche e limiti da rispettare
- Comunica la variazione nel mese da cui vale, non prima. Il portale non chiede la decorrenza e applica la variazione dal mese di invio (vedi sotto). Il termine di 5 giorni con sanzione da 100 a 500 euro riguarda invece proroga, trasformazione a tempo indeterminato e cessazione del rapporto (circolare INPS 49/2011).
- Le variazioni di retribuzione e orario sono al massimo 2 per trimestre (circolare INPS 49/2011). Se prevedi più adeguamenti ravvicinati, per esempio un aumento di ore a maggio e uno di paga a giugno, conviene farli insieme in un'unica variazione.
- Se non comunichi la variazione, gli avvisi pagoPA restano calcolati sui vecchi dati e i contributi versati non corrispondono alla paga reale.
Aumentare si può sempre, ridurre quasi mai
Un aumento è sempre possibile. Ridurre la paga, invece, non si può mai sotto il minimo del CCNL del livello (per esempio 7,01 euro l'ora per una colf di livello B nel 2026) e, sopra il minimo, il datore di lavoro non può farlo da solo: serve l'accordo scritto della lavoratrice. Un aumento, per essere in regola, va formalizzato su due livelli:
- nell'accordo di lavoro con il lavoratore (es. lettera di variazione contrattuale firmata da entrambe le parti)
- nella denuncia di variazione inviata all'INPS
Fare solo il primo passaggio (l'accordo con il lavoratore) senza il secondo non basta: agli occhi dell'INPS il rapporto resta invariato finché non arriva la comunicazione.
Attenzione alle fasce contributive
I contributi INPS sono a fasce. Nel 2026, fino a 24 ore settimanali, con una paga fino a 8,87 euro lordi l'ora il contributo è 1,70 euro l'ora; da 8,88 a 10,80 euro sale a 1,92 euro; oltre, a 2,34 euro. Un aumento che fa cambiare fascia aumenta anche la trattenuta alla lavoratrice (da 0,43 a 0,48 euro l'ora): controlla che il netto cresca davvero. I dettagli sono nella guida completa alla busta paga.
Il dettaglio che si dimentica più spesso: la data di decorrenza
Questo è il punto su cui cadono più spesso i datori di lavoro. Il servizio "Variazione rapporto di lavoro" non ha un campo per indicare la data di decorrenza: lo abbiamo verificato sul portale, e la ricevuta riporta solo la data e l'ora di invio. L'INPS applica la variazione dal mese in cui la comunicazione viene inviata.
Da questo derivano tre conseguenze pratiche:
- la decorrenza è sempre il 1° del mese, sia nella comunicazione INPS sia nella lettera firmata con la lavoratrice e nel gestionale;
- la comunicazione va inviata nel corso del mese di decorrenza, non prima: inviata a fine settembre, una variazione pensata dal 1° ottobre varrebbe già da settembre;
- non si può retrodatare né programmare in anticipo: il portale non accetta una decorrenza diversa dal mese di invio.
Se gestisci le variazioni anche su un gestionale come Colf24, registra come decorrenza il 1° del mese in cui invii la comunicazione, così contratto e posizione contributiva restano allineati.
Checklist pratica per un aumento di paga oraria
- Accordati con il lavoratore sul nuovo importo orario (o mensile) e mettilo per iscritto.
- Scegli il 1° giorno del mese come data di decorrenza del nuovo importo.
- Accedi al Cassetto per il lavoro domestico su MyINPS (PIN o SPID) nel corso di quel mese, non prima. In alternativa chiama il Contact Center INPS (803 164).
- Vai su "Variazione rapporto di lavoro" → "Dati rapporto di lavoro" e inserisci i nuovi valori di retribuzione/orario.
- Conferma l'invio: la variazione vale dal mese di invio e verrà considerata nel calcolo dei contributi del trimestre.
- Aggiorna il contratto e i tuoi strumenti di calcolo (es. Colf24) con la nuova retribuzione, così le buste paga successive risultano corrette.
- Ricorda il limite di 2 comunicazioni per trimestre se prevedi ulteriori variazioni a breve.
Se l'aumento dipende da un cambio di mansioni, verifica anche il livello: una colf che inizia ad assistere una persona non autosufficiente va inquadrata almeno al livello CS. Vedi la guida ai livelli del contratto.
Gestisci le variazioni contrattuali con Colf24
Su Colf24 puoi aggiornare in pochi clic la retribuzione o l'orario di un contratto esistente: il sistema ricalcola automaticamente busta paga e contributi trimestrali con i nuovi importi dal mese di decorrenza, così puoi verificare subito l'impatto dell'aumento prima ancora di inviare la comunicazione all'INPS. Per una prova veloce usa il calcolo della busta paga; per l'effetto sul costo annuo il simulatore del costo.