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Assunzione e Regolarizzazione

Periodo di prova della badante: durata e recesso

7 min di lettura

I primi giorni con una nuova badante servono a capire se il rapporto funziona, per te e per lei. Il contratto nazionale del lavoro domestico (CCNL) prevede per questo un periodo di prova, con regole precise su durata e interruzione. Ecco come funziona nel 2026.

Quanto dura il periodo di prova

La durata dipende da due cose: se la lavoratrice vive con te e a quale livello è inquadrata (art. 12 del CCNL).

Tipo di rapportoDurata della prova
Badante o colf convivente, qualunque livello30 giorni di lavoro effettivo
Non convivente ai livelli D e DS (per esempio assistente formata di persona non autosufficiente)30 giorni di lavoro effettivo
Tutti gli altri rapporti non conviventi (colf a ore, badante CS a ore, baby sitter)8 giorni di lavoro effettivo

Fonte: CCNL lavoro domestico 2025-2028, art. 12.

La prova è retribuita normalmente: è lavoro a tutti gli effetti, con paga, contributi e busta paga.

Come si contano i giorni

Contano solo i giorni di lavoro effettivo, non i giorni di calendario. Non si contano le domeniche, i giorni di riposo, le festività e le assenze.

Un esempio. Maria inizia come badante convivente giovedì 1° ottobre 2026 e lavora dal lunedì al sabato. Il 4 ottobre, festività di San Francesco introdotta dal nuovo CCNL, nel 2026 cade di domenica. Contando solo i giorni lavorati, il trentesimo giorno di prova è mercoledì 4 novembre 2026.

Un altro esempio. Lucia fa la colf a ore il lunedì, il mercoledì e il venerdì e inizia lunedì 5 ottobre 2026. I suoi 8 giorni di prova finiscono mercoledì 21 ottobre, dopo più di due settimane di calendario.

Se la lavoratrice si ammala durante la prova, i giorni di malattia non sono lavoro effettivo e quindi non si contano.

La prova deve essere scritta

Il periodo di prova vale solo se è indicato nella lettera di assunzione, firmata da entrambi prima dell'inizio. Se la lettera non lo prevede, il rapporto è definitivo fin dal primo giorno e per interromperlo servono le regole normali, con il preavviso.

La lettera di assunzione deve indicare anche livello, mansioni, orario e paga. Puoi prepararla con la lettera di assunzione di Colf24, che calcola la durata della prova in base al rapporto.

Contratti a tempo determinato

Per i contratti a termine c'è una regola in più, introdotta dalla legge 203/2024 (Collegato lavoro): 1 giorno di prova ogni 15 giorni di calendario di durata del contratto, con un minimo di 2 giorni. Si applica la durata più favorevole alla lavoratrice, cioè la più breve tra questa e quella del CCNL.

In pratica:

  • per una badante convivente assunta per 3 mesi, la prova è di circa 6 giorni invece di 30;
  • per un contratto di 6 mesi, circa 12 giorni;
  • per un contratto di un anno, circa 24 giorni;
  • per una colf a ore, gli 8 giorni del CCNL restano la durata più breve solo nei contratti di almeno 4 mesi circa.

Fonte: Assindatcolf, periodo di prova nei contratti a termine.

Come si interrompe durante la prova

Durante il periodo di prova sia tu sia la lavoratrice potete interrompere il rapporto in qualsiasi momento, senza preavviso e senza dover dare una motivazione. È la differenza principale rispetto al licenziamento ordinario.

Anche se non serve una forma particolare, conviene comunicarlo per iscritto, con data e firma per ricevuta. Eviti così dubbi sulla data di fine del rapporto.

Cosa va pagato

All'interruzione vanno pagati:

  • la retribuzione dei giorni lavorati;
  • i ratei di tredicesima maturati;
  • le ferie maturate e non godute;
  • il TFR maturato;
  • per la badante convivente, il valore di vitto e alloggio se non li hai forniti in qualche giorno.

Non è dovuta l'indennità di preavviso.

Esempio di chiusura in prova

Una colf a ore livello B, 20 ore a settimana a 9 euro l'ora, lavora 6 giorni per 24 ore complessive e poi la famiglia interrompe la prova. Le spettano 216 euro di paga (24 × 9 €) più le piccole quote di tredicesima, ferie e TFR maturate su quel periodo. Per il calcolo esatto dell'ultimo mese puoi usare il calcolo della busta paga o il calcolatore di fine rapporto.

Gli adempimenti dopo l'interruzione

La fine del rapporto in prova è a tutti gli effetti una cessazione. Devi:

  • comunicare la cessazione all'INPS entro 5 giorni;
  • versare i contributi del periodo lavorato;
  • consegnare l'ultima busta paga.

Trovi la procedura completa nella guida Come licenziare la colf.

Se la prova va bene

Se nessuno interrompe il rapporto entro la fine della prova, l'assunzione è confermata in automatico. Non serve nessuna comunicazione. I giorni di prova contano per l'anzianità, per esempio per maturare ferie, scatti e preavviso.

Come usare bene i giorni di prova

La prova serve a entrambi. Qualche accorgimento aiuta a capire davvero se il rapporto funziona:

  • Spiega bene i compiti fin dal primo giorno: orari, abitudini della persona assistita, farmaci, cosa fare in caso di emergenza.
  • Affiancala nei primi giorni, se puoi, soprattutto con una persona anziana o non autosufficiente.
  • Fai il punto a metà prova, con calma, su cosa va bene e cosa no. Anche lei può avere dubbi o richieste.
  • Segna le date: il giorno di inizio e il conteggio dei giorni lavorati, così sai con certezza quando finisce la prova.

Se decidi di interrompere, fallo con rispetto e per iscritto, pagando subito quanto dovuto. Se invece la prova va bene, non serve fare nulla: il rapporto prosegue.

Gli errori più comuni

  • Non scrivere la prova nella lettera. Senza lettera non c'è prova.
  • Contare i giorni sul calendario. Si contano solo i giorni lavorati: se interrompi "dopo un mese" pensando che la prova sia finita, potresti essere ancora in prova, o viceversa.
  • Non comunicare l'assunzione all'INPS. La comunicazione va fatta entro le ore 24 del giorno prima dell'inizio, anche se il rapporto parte in prova.
  • Pensare che in prova non si paghino contributi. La prova è lavoro retribuito e i contributi sono dovuti.

Se stai preparando un'assunzione, segui tutti i passaggi nella guida Come assumere o regolarizzare una colf.

Domande frequenti

Quanto dura il periodo di prova di una badante?

Per la badante convivente 30 giorni di lavoro effettivo, qualunque sia il livello. Per la badante non convivente 8 giorni di lavoro effettivo, oppure 30 se è inquadrata al livello DS (assistente formata di persona non autosufficiente).

Durante la prova serve il preavviso per interrompere il rapporto?

No. Durante il periodo di prova ciascuna delle due parti può interrompere il rapporto in qualsiasi momento senza preavviso. Vanno pagati il lavoro svolto e le competenze maturate, cioè i ratei di tredicesima, ferie e TFR.

I giorni di prova si contano sul calendario?

No, si contano i giorni di lavoro effettivo. Domeniche, riposi, festività e giorni di assenza non contano. Per questo 30 giorni di prova di una badante convivente durano in pratica circa cinque settimane.

Cosa succede se la prova finisce e nessuno dice niente?

Il rapporto si intende confermato in automatico. I giorni di prova contano per l'anzianità di servizio, per esempio per ferie, scatti e preavviso.

Se interrompo durante la prova devo comunicarlo all'INPS?

Sì. Anche la fine del rapporto durante la prova è una cessazione e va comunicata all'INPS entro 5 giorni. I contributi del periodo lavorato vanno versati.

Fonti

Ci occupiamo noi dei calcoli.

Colf24 calcola buste paga, contributi INPS, tredicesima e TFR (la liquidazione), sempre aggiornati al contratto nazionale in vigore.

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