A inizio anno molte famiglie si chiedono se devono fare la CU alla colf, come fanno le aziende con i dipendenti. La risposta breve è no: nel lavoro domestico non c'è una CU da inviare all'Agenzia delle Entrate. C'è però un documento da consegnare alla lavoratrice, e conviene prepararlo bene. Vediamo quale, cosa deve contenere e quando va dato.
Perché la famiglia non fa la CU "vera"
La Certificazione Unica è il modello con cui i sostituti d'imposta (aziende, enti, professionisti con dipendenti) attestano i redditi pagati e le ritenute IRPEF trattenute, e lo trasmettono all'Agenzia delle Entrate.
Il datore di lavoro domestico non è un sostituto d'imposta. In busta paga non trattiene l'IRPEF: trattiene solo la quota di contributi INPS e di Cassa Colf a carico della lavoratrice. Per questo non compila il modello CU ufficiale e non invia nulla all'Agenzia delle Entrate.
Le tasse, se dovute, le paga la lavoratrice con la sua dichiarazione dei redditi. Per farla le serve un documento che dica quanto ha ricevuto da te nell'anno.
Cosa chiede il contratto nazionale
Il CCNL del lavoro domestico firmato il 28 ottobre 2025 lo dice all'articolo 34, comma 6: il datore di lavoro deve rilasciare un'attestazione da cui risulti l'ammontare complessivo delle somme erogate nell'anno.
L'attestazione va consegnata:
- almeno 30 giorni prima della scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi;
- oppure alla cessazione del rapporto di lavoro, se finisce prima.
Nella pratica si chiama in tanti modi: dichiarazione sostitutiva della CU, "CU colf", dichiarazione dei redditi corrisposti. Il nome conta poco. Conta che ci siano i dati giusti e che arrivi in tempo.
Cosa deve contenere
Il CCNL chiede il totale delle somme pagate. Per essere davvero utile a chi compila il 730 della lavoratrice, è bene che il documento riporti:
| Dato | Perché serve |
|---|---|
| Tuoi dati: nome, codice fiscale, indirizzo | Identifica chi ha pagato |
| Dati della lavoratrice: nome, codice fiscale, indirizzo | Identifica chi ha ricevuto |
| Periodo di lavoro nell'anno (inizio e fine) | Serve per le detrazioni da lavoro dipendente |
| Retribuzione lorda dell'anno, tredicesima compresa | È la base del reddito da dichiarare |
| Contributi INPS e Cassa Colf trattenuti alla lavoratrice | Si tolgono dal lordo per arrivare al reddito imponibile |
| Netto pagato | Utile per il controllo con le buste paga |
| TFR pagato, se il rapporto è finito | Ha una tassazione separata e va indicato a parte |
| Data e firme | Tua e della lavoratrice, per ricevuta |
Fonte: CCNL lavoro domestico 28 ottobre 2025, art. 34 comma 6; per l'elenco dei dati, prassi dei CAF e delle associazioni datoriali.
Preparane due copie firmate: una per la lavoratrice, una per te. Tienila insieme alle buste paga dell'anno.
Un esempio con i numeri
Colf livello B, paga di 7,01 € l'ora (il minimo 2026), 20 ore a settimana per tutto il 2026, contratto a tempo indeterminato.
- Retribuzione ordinaria: 1.040 ore × 7,01 € = 7.290,40 €
- Tredicesima: 7.290,40 € ÷ 12 = 607,53 €
- Lordo dell'anno: 7.897,93 €
- Contributi INPS trattenuti: 1.040 ore × 0,43 € = 447,20 €
- Cassa Colf trattenuta: 1.040 ore × 0,02 € = 20,80 €
- Netto pagato: circa 7.429,93 €
Nell'attestazione vanno questi importi, presi dalle buste paga. Se durante l'anno ci sono stati straordinari, aumenti o assenze non retribuite, i numeri cambiano: per questo è meglio sommare le buste paga reali invece di rifare il conto a mano. Per capire come si passa dal lordo al netto mese per mese, c'è il calcolatore netto e lordo colf.
Entro quando consegnarla
Il CCNL fissa un minimo: 30 giorni prima della scadenza della dichiarazione dei redditi. Nel 2026 il 730 si presenta entro il 30 settembre: tenendo conto di quella data, l'ultimo giorno utile è a fine agosto. Ma la lavoratrice potrebbe voler presentare il 730 appena possibile, in primavera, magari per avere prima un rimborso. Il consiglio è semplice: consegnala entro fine febbraio o marzo, appena hai chiuso le buste paga di dicembre.
Se il rapporto finisce durante l'anno, consegnala con l'ultima busta paga, insieme al conteggio di TFR, ferie e tredicesima maturata.
Cosa fa la lavoratrice con questo documento
Con l'attestazione la lavoratrice, da sola o tramite un CAF, presenta il 730 senza sostituto d'imposta o il modello Redditi. Se nell'anno le hai pagato il TFR, quella somma va dichiarata a parte, nel quadro RM del modello Redditi, proprio perché chi l'ha pagata non è un sostituto d'imposta. Il reddito da lavoro domestico si somma agli altri suoi redditi: sarà la dichiarazione a dire se deve pagare IRPEF o se non deve nulla.
Non spetta a te valutarlo: il tuo compito è dare numeri corretti e completi. Se la lavoratrice lavora anche per altre famiglie, ognuna le consegna la propria attestazione.
Gli errori da evitare
- Dimenticare la tredicesima nel lordo. È un reddito dell'anno come gli altri.
- Indicare i contributi a carico tuo come trattenute: in attestazione vanno solo quelli trattenuti alla lavoratrice.
- Consegnarla in ritardo, costringendo la lavoratrice a fare la dichiarazione all'ultimo momento.
- Confonderla con il tuo riepilogo per il 730: sono due documenti diversi. L'attestazione serve alla lavoratrice; a te serve il totale dei contributi pagati, da dedurre nella tua dichiarazione come spieghiamo nella guida sulla deduzione dei contributi colf nel 730.
Come la prepara Colf24
In Colf24 la trovi nella sezione Certificazione Unica: è il documento annuale da consegnare alla colf, costruito sommando tutte le buste paga dell'anno. Riporta lordo, contributi INPS e Cassa Colf trattenuti, netto, ratei di tredicesima e TFR maturati, più i contributi versati da te a titolo informativo. Se manca la busta paga di un mese, Colf24 te lo segnala prima di generarla, così il totale non resta a metà. Il PDF ha già gli spazi per data e firma.
Per tutti gli altri adempimenti fiscali e contributivi dell'anno, parti dalla guida ai contributi INPS 2026.