Chi assume una colf o una badante può recuperare una parte della spesa con la dichiarazione dei redditi. Le agevolazioni sono due e si possono sommare: la deduzione dei contributi INPS nel 730, che vale per tutti i datori di lavoro domestico, e la detrazione del 19% per la badante di una persona non autosufficiente. Vediamo quanto valgono nel 2026, con esempi e documenti da conservare.
La deduzione dei contributi: fino a 1.549,37 € l'anno
L'articolo 10 del TUIR permette di dedurre dal reddito i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e all'assistenza familiare: colf, badanti, baby-sitter.
Tre regole da tenere a mente:
- Solo la quota a tuo carico. Nell'avviso pagoPA paghi anche la parte della lavoratrice, che trattieni in busta paga: quella non è deducibile.
- Limite di 1.549,37 € l'anno, anche se hai più collaboratori.
- Criterio di cassa: contano i contributi pagati nell'anno, non il periodo a cui si riferiscono.
La deduzione si indica nel rigo E23 del modello 730. Non riduce l'imposta di una cifra fissa: abbassa il reddito su cui si calcola l'IRPEF. Il risparmio dipende quindi dalla tua aliquota. Con l'aliquota del primo scaglione, il 23%, una deduzione di 1.549,37 € vale circa 356 € di imposta in meno. Con un'aliquota più alta il risparmio sale.
Quali contributi entrano nel 730
Per il criterio di cassa, nel 730 che presenti nel 2027 (redditi 2026) entrano i versamenti fatti nel 2026:
| Versamento | Trimestre | Nel 730 del |
|---|---|---|
| 12 gennaio 2026 | Ottobre - dicembre 2025 | 2027 (redditi 2026) |
| 10 aprile 2026 | Gennaio - marzo 2026 | 2027 (redditi 2026) |
| 10 luglio 2026 | Aprile - giugno 2026 | 2027 (redditi 2026) |
| 12 ottobre 2026 | Luglio - settembre 2026 | 2027 (redditi 2026) |
| 11 gennaio 2027 | Ottobre - dicembre 2026 | 2028 (redditi 2027) |
Fonte: FiscoOggi, rivista dell'Agenzia delle Entrate, "Contributi dei collaboratori domestici" (criterio di cassa, rigo E23). Se paghi in ritardo, il versamento conta nell'anno in cui paghi davvero. I dettagli sulle scadenze sono nella guida ai contributi INPS 2026.
Cosa non si deduce: la quota della lavoratrice, i versamenti alla Cassa Colf (il contributo di assistenza contrattuale di 0,06 € l'ora) e i contributi forfettari pagati per regolarizzare lavoratori stranieri.
Esempio 1: colf a 20 ore settimanali
Colf livello B a 20 ore settimanali, contratto a tempo indeterminato, 13 settimane per trimestre. La quota INPS a carico del datore è di 1,24 € l'ora per il trimestre del 2025 e di 1,27 € l'ora nel 2026 (contributo totale meno la quota della colf, dalle tabelle INPS dei due anni).
- Gennaio 2026, quarto trimestre 2025: 260 ore × 1,24 € = 322,40 €
- Aprile, luglio e ottobre 2026: 3 × (260 ore × 1,27 €) = 990,60 €
- Totale pagato nel 2026, quota tua: 1.313,00 €
È sotto il limite: nel 730 del 2027 deduci tutti i 1.313,00 €.
Esempio 2: badante convivente a tempo pieno
Badante convivente a 54 ore settimanali. Sopra le 24 ore settimanali il contributo orario è fisso: la quota del datore è di 0,91 € l'ora nel 2025 e di 0,93 € l'ora nel 2026. In un trimestre di 13 settimane le ore sono 702.
- Gennaio 2026, quarto trimestre 2025: 702 × 0,91 € = 638,82 €
- Aprile, luglio e ottobre 2026: 3 × (702 × 0,93 €) = 1.958,58 €
- Totale pagato nel 2026, quota tua: 2.597,40 €
Qui il limite si fa sentire: deduci 1.549,37 €, mentre gli altri 1.048,03 € non danno diritto a sconti. Se vuoi verificare i tuoi importi trimestre per trimestre, usa il calcolatore dei contributi colf.
La detrazione del 19% per la badante
Se la colf o la badante assiste una persona non autosufficiente, c'è una seconda agevolazione, prevista dall'articolo 15 del TUIR: una detrazione del 19% sulle spese per gli addetti all'assistenza personale.
| Voce | Regola |
|---|---|
| Percentuale | 19% della spesa |
| Spesa massima | 2.100 € l'anno per contribuente |
| Detrazione massima | 399 € |
| Reddito complessivo | Non oltre 40.000 € |
| Persona assistita | Non autosufficiente, con certificazione medica; anche un familiare non fiscalmente a carico |
| Pagamento | Tracciabile (bonifico, carta, assegno): i contanti fanno perdere la detrazione |
| Rigo del 730 | Da E8 a E10, codice 15 |
Fonte: Agenzia delle Entrate, "La detrazione per gli addetti all'assistenza a persone non autosufficienti".
Alcune precisazioni utili:
- Non autosufficiente vuol dire, per esempio, non in grado di mangiare, lavarsi, camminare o vestirsi da solo, oppure bisognoso di sorveglianza continua. La condizione deve risultare da un certificato medico e dipendere da una patologia.
- Il limite di 2.100 € è per contribuente, anche se assisti più persone. Se più familiari pagano la stessa badante, l'importo si divide tra loro.
- Nella spesa non si contano i contributi già dedotti con la regola precedente.
- Serve una ricevuta firmata dalla badante, con i codici fiscali tuoi, della badante e della persona assistita, più la prova del pagamento tracciabile.
Nell'esempio della badante convivente, lo stipendio annuo supera di molto i 2.100 €: se le condizioni sono rispettate, la detrazione è piena, cioè 399 €. Sommata alla deduzione dei contributi, il beneficio complessivo supera i 750 € con l'aliquota del 23%.
Le due agevolazioni si sommano
L'Agenzia delle Entrate lo dice in modo esplicito: la detrazione per l'assistenza non esclude la deduzione dei contributi. Puoi usarle entrambe nello stesso 730, se hai i requisiti.
Attenzione solo a non confonderla con la voce delle spese mediche e di assistenza per persone con disabilità (rigo E25): è un'agevolazione diversa, con regole proprie.
I documenti da conservare
- Le ricevute pagoPA dei contributi, intestate all'INPS, con i dati del rapporto di lavoro. Se non le hai più, le ritrovi nel Portale dei Pagamenti INPS: lo spieghiamo nella guida su come pagare i contributi colf con pagoPA.
- Per la detrazione: il certificato medico di non autosufficienza, le ricevute firmate dalla badante e le prove dei pagamenti tracciabili (estratti conto, ricevute dei bonifici).
- Le buste paga dell'anno, utili per ricostruire le somme pagate.
Come ti aiuta Colf24
Colf24 prepara il riepilogo per il 730 del datore di lavoro. Per ogni collaboratore mette in fila i trimestri pagati nell'anno, separa la quota INPS a tuo carico dalla Cassa Colf e applica il limite di 1.549,37 €. Per la detrazione del 19% somma le retribuzioni dell'anno e indica l'importo potenzialmente detraibile: le condizioni (non autosufficienza, reddito, pagamenti tracciabili) le verifichi tu o il tuo CAF.
Il riepilogo considera i contributi pagati alla scadenza ordinaria. Se hai pagato un trimestre in ritardo, a cavallo tra due anni, segnalalo a chi compila il tuo 730.
Per la tua colf, invece, il documento da consegnare è diverso: ne parliamo nella guida su CU o dichiarazione sostitutiva.